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Immigrazione clandestina, una rottura con il passato?

18 January 2017
Secondo un recente rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Italia è attualmente la via di accesso preferenziale per le masse di migranti che cercano di raggiungere l’Unione europea. Nel 2016 i nuovi arrivi in Italia sono stati 180.000, segnando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. In realtà, per prendere atto dell’incremento negli arrivi, non c’è bisogno di analizzare dati ufficiali e statistiche: il fatto è evidente agli occhi di chiunque si trovi a camminare per le strade di qualsiasi città italiana.

L’agenzia dell’ONU legge il fenomeno come un effetto dell’accordo che l’Unione europea ha sottoscritto con la Turchia lo scorso marzo al fine di contenere i flussi migratori mediorientali. In base a questa lettura, il crollo degli arrivi sulla rotta greco-balcanica avrebbe spostato il baricentro delle dinamiche migratorie verso la rotta mediterranea.

A dire la verità, a me questa sembra una lettura un po’ superficiale e incompleta. Più che dal Medio Oriente, infatti, i migranti che sono arrivati in Italia negli ultimi mesi provengono soprattutto dal Corno d’Africa e da alcuni paesi dell’Africa subsahariana, come la Nigeria, il Gambia,

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