Germania, si profila l’epoca post-Merkel
7 November 2018
Angela Merkel ha deciso di dire addio alla politica. L’ha annunciato, ufficialmente, lo scorso 29 ottobre. Il suo sarà un addio graduale, progressivo. A dicembre, non si ricandiderà alla guida dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il partito di centrodestra che presiede dall’aprile del 2000. Poi, nel 2021, allo scadere della legislatura in corso, l’abbandono di ogni progetto politico attivo. Merkel non si ricandiderà al ruolo di cancelliera, né si presenterà alle elezioni legislative per conquistare un seggio parlamentare. La decisione —motivata in parte dai magri risultati elettorali ottenuti dalla CDU in Baviera e nello stato dell’Assia—, ha sollevato un’infinità di interrogativi, dubbi e inquietudini. Non solo nel panorama politico tedesco, ma anche a livello continentale.
Una reazione assolutamente normale, visto che Angela Merkel —piaccia o meno il suo stile di governo — ha segnato profondamente il corso della politica europea degli ultimi 13 anni. Nell’immaginario collettivo europeo, Merkel oggi è un punto di riferimento, una parentesi di ragionevolezza, una sfera di stabilità nel caos di un clima internazionale sempre più volatile. Come non sentire un senso di vuoto davant