Legalizzazione dell’aborto in Argentina, un duello tra religione e democrazia
15 August 2018
A nulla è servita la pressione della folla che manifestava nelle strade, sotto una pioggia battente. A nulla, nemmeno, è servito il voto favorevole della Camera dei Deputati, espresso lo scorso 14 giugno. Giovedì 9 agosto, alle 3 del mattino e dopo un intenso dibattito durato oltre 16 ore, il Senato argentino ha bocciato —con un panorama di 38 voti contrari, 31 favorevoli, 2 astensioni e un’assenza per maternità— un disegno di legge volto a legalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza entro la quattordicesima settimana di gestazione.
La decisione del Senato lascia il paese con una legge inefficiente e anacronistica. Una legge del 1921. Nell’attuale quadro normativo, l’interruzione volontaria di gravidanza è ammessa solo nel caso di stupro o pericolo per la vita della donna. Le donne che ricorrono all’aborto clandestino, inoltre, rischiano una condanna a quattro anni di carcere.
Oltre alla legalizzazione, il nuovo disegno di legge contemplava l’inserimento dell’aborto nel programma delle prestazioni mediche offerte, in forma gratuita, nell’ambito del servizio sanitario pubblico. Un passo davvero importante, questo, dato che in Argentina, oggi, le complicazioni legate agli abo