Napoli, solidarietà ed empatia alleviano la solitudine di un’anziana
Poi, poco dopo le 9, arriva una telefonata. Drammatica, angosciante. “Aiutatemi, mi hanno legata e rapinata in casa. Venite qui, sono sola”, dice una voce femminile, molto anziana. “Come si chiama, signora?”, le chiede il poliziotto al telefono. “Ester, e ho novantatré anni”, risponde lei, con un filo di voce.
Non c’è tempo da perdere, la signora potrebbe morire per lo spavento. Dalla centrale, si dà l’allarme a tutte le automobili in servizio nella zona.
Qualche minuto, e una volante raggiunge l’edificio indicato. Due agenti scendono dall’automobile e si affrettano verso l’appartamento della vittima.
“Buongiorno, benvenuti!”, la signora Ester li aspetta sulla soglia. Si fa da parte per farli entrare. Indossa un abito blu scuro con un colletto bianco. Sul divano, c’è un’elegante borsetta da passeggio.
Nell’appartamento tutto appare in ordine, sul tavolo del salotto c’è persino una manciata di banconote. La signora non è legata, non ha segni di percosse. È completamente sola