Napoli, solidarietà ed empatia alleviano la solitudine di un’anziana
18 July 2018
È la mattina di lunedì 9 luglio, a Napoli. Alla centrale di polizia di San Carlo all’Arena, un quartiere centrale, non lontano dall’Orto Botanico, si respira un’atmosfera tranquilla. D’altro canto, è ancora presto…Poi, poco dopo le 9, arriva una telefonata. Drammatica, angosciante. “Aiutatemi, mi hanno legata e rapinata in casa. Venite qui, sono sola”, dice una voce femminile, molto anziana. “Come si chiama, signora?”, le chiede il poliziotto al telefono. “Ester, e ho novantatré anni”, risponde lei, con un filo di voce.
Non c’è tempo da perdere, la signora potrebbe morire per lo spavento. Dalla centrale, si dà l’allarme a tutte le automobili in servizio nella zona.
Qualche minuto, e una volante raggiunge l’edificio indicato. Due agenti scendono dall’automobile e si affrettano verso l’appartamento della vittima.
“Buongiorno, benvenuti!”, la signora Ester li aspetta sulla soglia. Si fa da parte per farli entrare. Indossa un abito blu scuro con un colletto bianco. Sul divano, c’è un’elegante borsetta da passeggio.
Nell’appartamento tutto appare in ordine, sul tavolo del salotto c’è persino una manciata di banconote. La signora non è legata, non ha segni di percosse. È completamente sola