A partire dal prossimo luglio, la Spagna aprirà nuovamente le porte al turismo internazionale. Lo ha confermato il Primo ministro Pedro Sánchez nel corso di una conferenza stampa, tenutasi lo scorso 23 maggio. "Invito tutti i turisti stranieri a passare le vacanze nel nostro Paese — ha detto Sánchez — e tutti gli stabilimenti turistici, i bar, i ristoranti, le destinazioni balneari a prepararsi da oggi a riprendere l’attività nel mese di luglio”.
Confermando quanto già anticipato in precedenza dalla vice presidente del governo Teresa Ribera, Sánchez ha voluto rassicurare uno dei settori produttivi maggiormente colpiti dalle misure di distanziamento sociale, varate nella fase più acuta della pandemia. Un settore che, di recente, aveva iniziato aesercitare forti pressioni al fine di consentire un maggiore allentamento del lockdown per salvare, almeno, la stagione estiva.
Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo El País lo scorso 21 gennaio, nel 2019 sono arrivati in Spagna quasi 84 milioni di turisti internazionali, garantendo introiti per oltre 92 miliardi di euro. Un record assoluto per il Paese iberico, che, in questo modo, per numero di presenze, in Europa è secon
Mercoledì 20 maggio, in pieno Ramadan diverse moschee del centro di Izmir, (Smirne), hanno diffuso a sorpresa le note di “Bella Ciao”, famosa canzone antifascista dei partigiani italiani, al posto dell’adhan, la chiamata rituale alla preghiera islamica.
In un Paese, in cui il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan limita con forza crescente le libertà individuali, la vicenda ha destato parecchia curiosità.
L’episodio è stato immortalato da numerosi utenti, che sui social network si sono interrogati cercando di ricostruire l’accaduto. Qualcuno deplorando l’iniziativa, qualcun’altro ironizzando sulla strana situazione.
Le parole di “Bella ciao”, canto della resistenza e simbolo della lotta all’oppressione, nella versione "Cav Bella" adattata in lingua turca, sono risuonate come una feroce critica nei confronti del governo e come un atto di ribellione nei confronti della politica di Erdogan.
Il fatto che l’episodio sia avvenuto a Smirne, poi, non è casuale. La città, nota per essere la più laica e cosmopolita del Paese, è una storica roccaforte del Partito Popolare Repubblicano, il CHP, attualmente all’opposizione. Qui i conservatori islamici, appoggiati da Erdogan, non sono mai riu
Mercoledì 20 maggio, decine di infermieri si sono riuniti in piazza Castello, a Torino, davanti al palazzo dove ha sede la Regione Piemonte, per protestare contro le difficili condizioni di lavoro sopportate in questi mesi di lotta al coronavirus. E per chiedere un riconoscimento economico del loro generoso sacrificio.
Dopo l’esplosione dei contagi da Covid-19, gli infermieri di tutta Italia hanno lavorato in prima linea, mettendo ogni giorno a rischio la propria salute. Negli ospedali, infatti, c’è il più alto tasso di contagiosità.
Allo stress psicologico associato ai rischi di contrarre la pericolosa malattia, si aggiunge la notevole fatica fisica, legata ai turni spesso massacranti, che gli infermieri devono svolgere.
Francesco Coppolella, segretario regionale del sindacato Nursind, che rappresenta circa 4.000 operatori sanitari, ha spiegato alla stampa che la protesta è contro il Governo e la Regione, perché in tutti questi mesi di crisi sanitaria non sono stati in grado di fornire strumenti adeguati e condizioni di lavoro idonee allo svolgimento della loro professione.
La manifestazione è stata anche un’occasione per ricordare i numeri di questa devastante epidemia, che sinora
Dopo due mesi di stop forzato a causa dell’esplosione dell’emergenza coronavirus, il calcio italiano prova a ripartire, al pari di altri campionati europei come la Liga spagnola, la Premier inglese, o la Bundesliga tedesca.
Martedì 19 maggio, il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha annunciato che il Comitato tecnico scientifico del governo ha approvato il protocollo elaborato dalla Federazione italiana giuoco calcio — FIGC— in cui vengono spiegate le modalità per lo svolgimento degli allenamenti collettivi, nel rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione, previste dal governo.
Una di queste ha disposto un inizio lento e graduale della preparazione sportiva, con i calciatori che hanno iniziato ad allenarsi in piccoli gruppi, per poi allargare il numero dei partecipanti con il passare delle settimane, per arrivare a disputare con tutta la rosa al completo le classiche partite di allenamento.
A queste regole, si aggiunge l’obbligo per gli atleti di ridurre al minimo i contatti con l’esterno, di sottoporsi ogni 4 giorni alla prova ‘tampone’ e di sostenere un test sierologico per la ricerca di anticorpi al virus SARS-CoV-2, ogni 14 giorni.
Questi nuovi contesti lavorativi richie
Mentre tutta Italia entra nel vivo della cosiddetta Fase 2, che prevede un allentamento delle rigide restrizioni per arginare i contagi da Covid-19, la Sardegna sta pensando a un piano per salvare una stagione turistica, che molti considerano ormai compromessa.
Il turismo nella regione conta per oltre il 10% del prodotto interno lordo. Le autorità dell’isola sono consapevoli che sarebbe troppo dannoso rinunciare a una quota così importante della propria ricchezza, per questo si sono messe al lavoro, per far diventare la loro meravigliosa isola un luogo ‘Covid-free’, dove poter trascorrere le vacanze in assoluta serenità.
Per raggiungere questo obiettivo, la Regione ha deciso di puntare su un rigido sistema di controlli che, tra le altre cose, prevede l’implementazione di un ‘passaporto sanitario’ per chi arriva sull’isola, ovvero una sorta di certificato, che attesti la negatività al virus sulla base di un tampone, somministrato non più di sette giorni prima della partenza.
Secondo il governatore della Sardegna, Christian Solinas, la chiusura tempestiva dei collegamenti aerei e marittimi con la terraferma, adottata sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha consentito all’isola di l