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27 December 2017

Episode #111

20 December 2017

Episode #110

13 December 2017

Episode #109

6 December 2017

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29 November 2017

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Benvenuti a una nuova puntata del nostro programma, cari ascoltatori! Oggi è mercoledì 29 novembre 2017. Io sono Chiara, nuovamente insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e mondiale. Cominciamo con una riflessione sugli obiettivi della visita ufficiale che il presidente francese, Emmanuel Macron, sta realizzando in questi giorni in Africa occidentale.

Emmanuel Macron delinea la nuova ‘politica africana’ della Francia

29 November 2017

Nella serata di lunedì 27 novembre Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, ha accolto il presidente francese Emmanuel Macron, che ha scelto questo paese come prima tappa di un veloce ma ambizioso tour africano --tre giorni in tutto-- che proseguirà poi nella Costa d'Avorio e nel Ghana. Un viaggio nel quale Macron intende delineare il quadro della ‘politica africana’ del suo quinquennio presidenziale. Una politica che vuole dare voce alle nuove generazioni.

E in quest’ottica, il Burkina Faso non è affatto una scelta casuale. “Questa è una nuova tappa nella nostra relazione con il vostro paese e l’intero continente africano”, ha detto Macron ai giornalisti, durante la conferenza stampa inaugurale. “Il Burkina è il simbolo delle aspirazioni democratiche della gioventù africana. La vitalità democratica dei giovani di questo paese rappresenta il volto del continente che vogliamo vedere nei prossimi anni”, ha continuato il presidente francese, riferendosi alla rivolta popolare che nell’ottobre 2014 ha deposto l’ex presidente del paese, Blaise Compaoré, mettendo fine a un soffocante regime di stampo militare che durava da 27 anni.

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Rimaniamo nell’ambito della politica, cari ascoltatori, per parlare di un personaggio politico italiano che ha fatto dei suoi errori e dei suoi limiti culturali un’arma di seduzione. Un argomento molto interessante che, di fatto, vi vorrei proporre come Featured Topic nelle nostre sessioni di Speaking Studio.

Luigi Di Maio, ovvero il potere dell’errore

29 November 2017

31 anni, un diploma al liceo classico, un corso di laurea in giurisprudenza iniziato e mai completato e dieci anni di militanza politica alle spalle. Luigi Di Maio, il più giovane vicepresidente della Camera dei deputati nella storia della Repubblica italiana, lo scorso settembre ha vinto le primarie del suo partito, il Movimento 5 Stelle (M5S), diventando così il candidato premier alle elezioni politiche del 2018.

Ma Di Maio è famoso in Italia anche per le sue gaffe linguistiche e i suoi (numerosi) passi falsi in campo storico-culturale. In una lunga sequenza di interviste televisive ed esternazioni social, negli anni, Di Maio ci ha regalato un’ampia collezione di errori nell’uso del congiuntivo, abbinata ad un’interpretazione quanto mai ‘elastica’ del lessico e della consecutio temporum. Per non parlare poi degli scivoloni di tipo storico, come quello che l’ha visto trasferire mentalmente il dittatore Augusto Pinochet dal Cile al Venezuela, confondendolo probabilmente con Hugo Chávez.

L’ultimo di questi errori si è materializzato in prima serata su Rai 1, il primo canale della TV pubblica italiana, nel corso della trasmissione televisiva Che tempo che fa, e risale a domenica 12 no

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Cari ascoltatori, dalla politica ora passiamo all’arte. O per meglio dire, ai furti di opere d’arte.

Francia, rubato un famoso autoritratto del pittore italiano Giorgio de Chirico

29 November 2017

Un’opera di valore inestimabile. Un furto spettacolare. Commesso, molto probabilmente, con un semplice coltello da cucina. In pieno giorno, molto probabilmente. Composizione con autoritratto, un dipinto realizzato nel 1926 dal pittore italiano Giorgio de Chirico, era custodito nel Museo di Belle Arti di Béziers, una piccola città della Francia del Sud.

Il museo si trova nel centro storico della città e ospita una collezione d’arte che spazia dal Medioevo alla contemporaneità. Tra le opere più salienti, alcuni disegni di Géricault e Delacroix. E… il de Chirico rubato, appunto. La vera star del museo.

Il furto ha avuto luogo giovedì 16 novembre, ma la triste notizia è stata annunciata con oltre una settimana di ritardo dalle autorità francesi. Forse per strategia investigativa, forse… per l’imbarazzo di dover dare al pubblico una notizia così incresciosa.

A dare il primo allarme, un custode del museo, che, durante il suo consueto giro di controllo serale, ha notato che l’opera non era più al suo posto. O per meglio dire: che la tela non era più al suo posto. Perché la cornice, quella, era ancora lì. Un furto “chirurgico”, dunque. E molto cinematografico.

Le indagini sul caso sono state

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Appassionati di sport, drizzate le orecchie! In questi giorni a Milano è possibile giocare a tennis all’interno di una splendida chiesa barocca. Ma… sbrigatevi… c’è tempo solo fino al 16 dicembre.

Milano, giocare a tennis… in chiesa

29 November 2017

San Paolo Converso è una chiesa sconsacrata, situata nel centro di Milano, all’incrocio tra corso Italia e via Sant’Eufemia. La chiesa, uno splendido edificio barocco, ricco di marmi, quadri e affreschi, venne sconsacrata nel 1808 in base a un editto napoleonico. In seguito a un restauro conservativo e grazie alla sua eccellente acustica, negli anni ‘30 del secolo scorso l’edificio venne convertito in una sala per concerti di musica sacra. Poi, dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, divenne uno studio di registrazione, ospitando, tra le altre, le splendide voci di Maria Callas e Mina. Dal 2014 lo studio di architettura CLS architects l’ha trasformato in uno spazio dedicato alla creatività e alla sperimentazione artistica contemporanea.

Ora, dal 3 novembre al 16 dicembre, San Paolo Converso ospita un’installazione dell’artista statunitense Asad Raza. Untitled (Plot for Dialogue), questo il nome dell’opera, ricrea perfettamente l’ambiente di un campo da tennis, con un pavimento color arancio acceso, una rete, delle racchette, delle palline, un gruppo di allenatori e delle caraffe di tè freddo al gelsomino.

Giocare a tennis… in chiesa? Starà pensando più di qualcuno tra voi, in questo

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Dal tennis, passiamo ora al calcio, cari ascoltatori. E, per l’esattezza, al calcio femminile.

Calcio italiano, è il momento di allargare i nostri orizzonti mentali

29 November 2017

Dopo lo shock di lunedì 13 novembre, la drammatica notte in cui la nazionale italiana di calcio maschile, segnando un misero pareggio per 0-0 con la squadra della Svezia, non è riuscita a qualificarsi per la Coppa del Mondo che si giocherà il prossimo anno in Russia, la delusione collettiva era palpabile. Era dal lontano 1958 che gli azzurri non perdevano un torneo di qualificazione mondiale, e il ricordo delle loro vittorie più recenti --quella del 1982 in Spagna contro l’allora Germania Ovest e quella contro la Francia, ai mondiali di Germania del 2006-- era ancora vivo nella memoria collettiva.

Sgomento. Lacrime di dolore e frustrazione, la sera del 13 novembre. E poi… le accuse incrociate, le immancabili polemiche sulle reti sociali dove un po’ tutti si improvvisavano nel ruolo di commissari tecnici e fini analisti di tattiche di gioco, in un’atmosfera da apocalisse.

Eppure, gli appassionati di calcio italiani rimasti orfani di una squadra del cuore per cui tifare avrebbero la soluzione davanti al loro naso. Ma non la vedono. A bloccare il panorama c’è un ingombrante pregiudizio, ancora saldamente radicato nella mentalità collettiva del paese.

Sì, forse l’avrete indovinato. Sto

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