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Destini e tradizioni

La festa dei Ceri e i ricordi di nonna Patrizia

La festa dei Ceri e i ricordi di nonna Patrizia
Paolo Trovo / Shutterstock
Era mattina a Gubbio, la “Città dei matti”, che si svegliava sotto un cielo terso di maggio, mentre nell’aria si mescolavano il profumo dei fiori di campo e l’eco lontano dei rintocchi delle campane. Gubbio, uno dei borghi medievali più affascinanti dell’Umbria, si trova alle pendici del Monte Ingino, immersa in un paesaggio collinare di straordinaria bellezza. La sua storia risale agli antichi Umbri e ai Romani, e conserva tracce di un passato glorioso, come il Teatro Romano e le Tavole Eugubine, un prezioso reperto epigrafico.

Questo soprannome curioso, “Città dei matti”, deriva da una tradizione popolare legata alla Fontana dei Matti, situata in Largo Bargello. La leggenda vuole che chiunque compia tre giri intorno alla fontana e venga spruzzato con la sua acqua ottenga simbolicamente la “Patente da Matto di Gubbio”. Ma essere “matti” a Gubbio non ha nulla di negativo: è un invito ad abbracciare la vita con allegria, spensieratezza e un pizzico di follia.

Le strette strade medievali, con le loro pietre antiche, brulicavano di vita: i passi veloci dei ceraioli riecheggiavano tra le mura, mentre le risate dei bambini e il vociare delle donne che decoravano i balconi riempivano l

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