Attivisti in India invocano un divieto sulla vendita di alcolici
Un numero crescente di movimenti di protesta in vari stati della federazione indiana stanno chiedendo ai governi locali di imporre restrizioni o divieti sulla vendita di prodotti alcolici. Martedì scorso centinaia di agenti di polizia sono stati schierati a difesa dei negozi di liquori in diverse zone dello stato del Tamil Nadu. All’inizio della settimana, Chennai e altre città meridionali hanno assistito a violenti scontri che hanno coinvolto attivisti, studenti e forze della polizia.
La tensione si è accentuata in seguito alla morte di Sasi Perumal, un famoso attivista anti-alcool, avvenuta la scorsa settimana nel corso di una manifestazione di protesta. Subito dopo la morte di Perumal, i suoi familiari e molti attivisti con i quali era stato in contatto, hanno iniziato uno sciopero della fame, chiedendo la chiusura immediata di tutti i punti vendita di alcolici dello stato. Molte vite, affermano gli attivisti, subiscono gli effetti devastanti del consumo di alcool, e le donne pagano il prezzo più alto.
Lo stato del Kerala, una meta molto amata dai turisti occidentali, ha approvato un divieto parziale nel mese di agosto dello scorso anno. Ora i superalcolici possono essere venduti