Una vendetta politica all’origine dello scandalo che coinvolge il governatore del New Jersey
Il governatore repubblicano del New Jersey, Chris Christie, è attualmente al centro di una serie di accuse secondo le quali il suo ufficio avrebbe chiuso due delle corsie di un trafficatissimo ponte, come atto punitivo ai danni di un avversario politico. Diversi messaggi di posta elettronica resi pubblici lo scorso mercoledì sembrano non lasciare alcun dubbio sul fatto che i suoi più stretti collaboratori abbiano orchestrato gravi disagi al traffico stradale come atto di rappresaglia politica ai danni di un sindaco del Partito Democratico.
Lo scorso settembre, due corsie del ponte George Washington, che collega il New Jersey a Manhattan, vennero chiuse per diversi giorni. Christie e la sua amministrazione hanno respinto per mesi le accuse secondo le quali la chiusura di tali corsie sarebbe stata politicamente motivata. Ora alcuni cittadini del New Jersey hanno avviato un’azione legale contro Christie e altri funzionari della sua amministrazione, accusandoli di complotto e "cattiva amministrazione", e di aver poi cercato di coprire le proprie responsabilità. I cittadini che hanno promosso l’azione legale sostengono di aver subíto danni economici a causa dei ritardi dovuti al traffico