Una spinta per superare la regola dell'unanimità dell'UE in politica estera
Undici Paesi dell'Unione Europea hanno unito le forze per chiedere il passaggio dall'unanimità alla maggioranza qualificata nelle decisioni di politica estera. Secondo questi governi, il diritto di veto, spesso usato in modo ostruzionistico, ha ripetutamente ostacolato, negli ultimi anni, la politica estera e l'azione internazionale dell'Unione. Pur riconoscendo il valore del consenso, sostengono che esso non debba ostacolare un’azione efficace.
L'attuale regola dell'unanimità ha consentito più volte a Viktor Orbán di bloccare iniziative dell'Unione per perseguire interessi personali o nazionali. L'esempio più recente e significativo è stato il veto dell'Ungheria a un prestito di 90 miliardi di euro destinato all'Ucraina, che ha provocato una grave crisi all'interno dell'Unione. La spinta alla riforma ha guadagnato slancio, ma persiste la resistenza degli Stati più piccoli.
Per affrontare queste difficoltà, la lettera propone alcuni principi guida, tra cui privilegiare una cooperazione leale, ricorrere all'astensione costruttiva invece del veto e procedere gradualmente verso il voto a maggioranza qualificata nelle decisioni di politica estera. Tuttavia, il passaggio a questo nuovo s