Il turismo di massa a Napoli: opportunità o rischio per le tradizioni tra pizzerie e street food?
| Fabrizio: | Nelle ultime settimane, diversi tra i principali giornali italiani hanno parlato degli effetti del turismo sull’identità popolare di una città, prendendo spunto dalla chiusura di uno storico negozio di dischi a Napoli. Il negozio si chiama Tattoo Records e per 42 anni, nella vivacissima Piazzetta Nilo, nel cuore della città, è stato un punto di riferimento per generazioni di giovani napoletani. Il suo proprietario, Enzo Pone, ha dichiarato che negli ultimi anni si è sentito “soffocato” dall’aumento di pizzerie, friggitorie e street food, che ormai occupano gran parte di Spaccanapoli e i Quartieri Spagnoli. E, io mi chiedo Carmen – così come se lo chiedono anche i giornali - se questa “invasione” stia davvero arricchendo la città o se la stia privando di qualcosa di fondamentale. |
| Carmen: | Onestamente non saprei. Tu che ne pensi? |
| Fabrizio: | Certo è che, fino a non molto tempo fa, Napoli non era nemmeno una vera destinazione turistica. Era una tappa di passaggio, al massimo un ponte verso Pompei o la Costiera Amalfitana. |
| Carmen: | Già, per molti non valeva la pena nemmeno fermarsi a pernottare. Poi, però, qualcosa è cambiato improvvisamente. |
| Fabrizio: | È successo che l’amministrazione comunale ha iniziato a riqualificare il centro storico e, di conseguenza, è cresciuta l’industria turistica. I visitatori hanno espresso sempre più interesse a scoprire la città, e a fare acquisti nei negozi. |