Condividere o proteggere: il dilemma che ruota attorno al radicchio rosso di Treviso
1 February 2024
UliAb / Shutterstock
| Olinda: | Ho letto recentemente una notizia sul radicchio rosso di Treviso, una delle prelibatezze gastronomiche più celebri del nord-est dell'Italia. Si tratta di un tipo di cicoria, molto apprezzata in cucina per il suo sapore leggermente amaro, la sua consistenza croccante e la caratteristica forma allungata. Come saprai, ne esistono diverse varietà, tra cui il radicchio rosso precoce, il variegato di Castelfranco e il radicchio rosso di Treviso tardivo, considerato il più pregiato. Alcune ricette famose lo prevedono come ingrediente principe: il risotto, ad esempio, il radicchio alla brace o l’insalata di radicchio con spicchi di mela e semi di melograno. |
| Alessandro: | Mmm…. mi sta venendo l'acquolina in bocca. |
| Olinda: | La scorsa settimana, il consorzio che si occupa della tutela del radicchio rosso di Treviso ha annunciato che in futuro si opporrà all'accoglienza di agricoltori stranieri nelle aziende venete che vogliono apprendere le sue tecniche di coltivazione. L'obiettivo è prevenire possibili imitazioni, soprattutto da parte degli Stati Uniti. Secondo il consorzio, infatti, negli ultimi anni molti imprenditori americani sono arrivati in Veneto con l'intenzione di apprendere le complesse tecniche di coltivazione di questa pianta, che richiede numerosi passaggi, una particolare cura del terreno e l'uso delle purissime acque del fiume Sile, che scendono direttamente dalle Dolomiti e sono ricche di sali minerali. |