Il governo contro il riconoscimento delle famiglie non tradizionali
30 March 2023
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| Olinda: | Nelle ultime settimane, il dibattito politico e civile si è arroventato su un tema che riguarda il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali, chiamate talvolta “arcobaleno” o “non tradizionali” per delineare il fatto che il ruolo dei genitori è svolto da una coppia di persone dello stesso sesso. La discussione è nata dopo che il governo di destra ha fatto richiesta a tutti i Comuni italiani di interrompere la registrazione dei certificati di nascita dei figli nati con due genitori dello stesso sesso. In particolare, la disposizione si applica ai padri che abbiano fatto ricorso alla gestazione per altri o a coppie di donne che si siano sottoposte alla fecondazione assistita all’estero. Entrambe le pratiche di procreazione nel nostro Paese sono illegali e ciò comporta il fatto che le coppie omogenitoriali, per avere figli, sono costrette ad andare al di fuori dei confini nazionali. |
| Andrea: | Non so se è vero, ma ho letto da qualche parte che centinaia di coppie omosessuali hanno avuto o stanno avendo figli concepiti all’estero. Il problema nasce quando tornano in Italia e ne cercano il riconoscimento. Dico bene? |
| Olinda: | Sì! La questione è la seguente, drizza le orecchie! A causa del vuoto legislativo in materia, il riconoscimento della genitorialità delle coppie gay è stato finora gestito dalle amministrazioni locali. In città come Torino e Milano era diventata una prassi ben consolidata. Ma a dicembre la Corte Suprema di Cassazione ha sancito che il riconoscimento del genitore non biologico non può essere automatico. L’unico modo per ottenerlo – ha detto – è l’adozione. Ora, il governo guidato da Giorgia Meloni è andato ben oltre, e ha chiesto a tutte le amministrazioni comunali di rispettare la sentenza. Questo ha causato numerose polemiche e accesi dibattiti. |