| Milena: | Ha fatto molto discutere un programma televisivo russo, che, in occasione del Capodanno, ha preso in giro con spietato sarcasmo gli stereotipi della tv italiana commerciale degli anni Ottanta. Lo scorso 30 dicembre, sul primo canale della tv pubblica russa, 1 Pervyj Kanal, è andato in onda un episodio speciale della trasmissione satirica Vecherniy Urgant, condotta dal noto showman di San Pietroburgo, Ivan Urgant. Il programma, generalmente ispirato ai famosi late show statunitensi, ha pensato di divertire i propri telespettatori, mettendo in scena un esilarante festival musicale tutto italiano, ambientato negli anni Ottanta. Lo spettacolo, intitolato “Ciao 2020”, si è ispirato alle tradizionali trasmissioni canore, che, all’epoca, andavano molto di moda nel nostro Paese. La puntata è stata pubblicata su YouTube e nel giro di poco tempo ha raggiunto milioni di visualizzazioni. |
| Stefano: | Ho visto diversi spezzoni del programma russo, sai? Dell’ambientazione, mi sono rimasti impressi il pubblico che balla, le luci fluorescenti dello studio, gli ospiti stravaganti, e i costumi a metà tra il kitsch e il trash. |
| Milena: | Fosse solo questo… Il programma, a mio avviso, è risultato davvero di cattivo gusto per le soubrette troppo succinte, le battute a doppio senso e i tanti stereotipi, legati al nostro Paese. Inoltre, per rendere lo show più autentico, i dialoghi si sono svolti interamente in lingua italiana. Così come la stragrande maggioranza delle canzoni, tutte russe, che, per l’occasione, sono state tradotte in italiano. |