Il Teatro alla Scala rifiuta finanziamenti dall’Arabia Saudita
Lunedì, il sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, ha annunciato la decisione di restituire gli oltre 3 milioni di euro versati sui conti del teatro dal principe dell’Arabia Saudita, in seguito alle pesanti reazioni pubbliche alla notizia del finanziamento. In molti, infatti, hanno criticato la decisione del teatro di accettare soldi da un paese, noto per la mancanza del rispetto dei diritti umani.
I tre milioni di euro, che il Teatro alla Scala aveva accettato come acconto, erano parte di un finanziamento quinquennale di 15 milioni, che prevedeva una collaborazione con il ministero della Cultura saudita e un posto nel consiglio di amministrazione del prestigioso teatro milanese per il ministro della Cultura saudita. Gruppi per i diritti umani insieme ad alcuni politici, tra cui anche il vice Primo ministro Matteo Salvini, si sono opposti all’accordo con fermezza, sostenendo che avrebbe dato all’Arabia Saudita un immeritato credito internazionale.
Sono molte le compagnie e i governi che oggi rifiutano di accettare finanziamenti provenienti da Riyadh, dopo l’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta lo scorso ottobre all’interno del consolato saudita di Istanbul ad