Un terrorista attacca due moschee in Nuova Zelanda e uccide 50 persone
Venerdì scorso, nella cittadina di Christchurch in Nuova Zelanda un uomo armato di fucile ha aperto il fuoco in due moschee, uccidendo 50 persone e ferendone altrettante. La strage, avvenuta nel giorno della preghiera per i musulmani, è stata la più letale nella storia moderna del Paese.
L’attentatore ha attaccato per prima la moschea di Al Noor, dove ha ucciso 42 persone. Poi, si è diretto verso la vicina moschea di Linwood, dove ha sparato ad altre 8. Brenton Tarrant, l’autore degli attentati, è un cittadino australiano di 28 anni. Sabato, dopo la cattura, è stato incriminato per omicidio. Prima degli attentati, l’uomo aveva pubblicato sui social un manifesto di 74 pagine, in cui spiega le proprie convinzioni sulla distruzione della razza bianca e “l’invasione” dei “non bianchi”. Tarrant ha anche trasmesso in diretta su Facebook parte della strage. I video della mattanza sono, però, stati rimossi dai social poco dopo.
La strage nelle moschee della Nuova Zelanda è stata solo l’ultima di tutta una serie di attacchi perpetrati da nazionalisti estremisti bianchi negli ultimi anni. Tra questi ci sono l’uccisione di 9 afro-americani in una chiesa nella Carolina del Sud nel 2015, la spar