La Corte europea stabilisce che il sapore di un formaggio non può beneficiare della tutela del diritto d’autore
Martedì scorso, la suprema Corte di giustizia europea si è pronunciata contro una compagnia olandese, che cercava di vantare diritti esclusivi sul sapore del suo formaggio spalmabile. La corte ha stabilito che il sapore di un alimento è “un’idea” e non “l’espressione di un’invenzione intellettuale originale”. Qualcosa che non può essere definito con precisione, non può godere della tutela derivante dalle leggi sul diritto d’autore.
Cinque anni fa, la Levola Hengelo, una società olandese di prodotti alimentari, ha fatto causa alla Smilde Foods, una compagnia rivale. Dal 2001, la Levola ha venduto l’Heksenkaas, che significa il formaggio delle streghe, un formaggio spalmabile fatto con panna, prezzemolo, porri e aglio. Nel 2013 la Smilde ha iniziato a produrre un formaggio fatto con gli stessi ingredienti, chiamato Witte Wievenkaas, un nome che, parimenti, fa riferimento alle streghe.
Nel suo decreto, la corte ha stabilito che il sapore è soggettivo. A differenza di un libro, di uno spettacolo televisivo, un’opera d’arte, ha sentenziato, “il sapore di un alimento si identifica essenzialmente sulla base di sensazioni ed esperienze di gusto, che sono soggettive e variabili.”