Il Guatemala capovolge la condanna di genocidio dell’ex dittatore
Nel 10 maggio, l'ex capo militare del Guatemala, il generale Efraín Ríos Montt era stato condannato per genocidio e crimini contro l'umanità, avendo ordinato la morte di 1.771 persone, indigeni Maya, durante la sua permanenza in carica nel 1982-83. L’86-enne era stato condannato a 80 anni di carcere. Egli negava le accuse.
Tuttavia, questo lunedì, la corte costituzionale del Guatemala ha rigettato la condanna. La Corte ha stabilito che il processo deve ripartire dal punto in cui si trovava il 19 aprile, quando il generale Ríos Montt era stato lasciato per poco tempo senza un avvocato difensore. Il collegio di difesa era uscito dal tribunale il giorno precedente in protesta contro quelli che loro chiamavano "procedimenti illegali".
La sentenza di lunedì getta nel caos lo storico processo del generale Ríos Montt, il primo ex capo di Stato ad affrontare le accuse di genocidio in un tribunale del suo stesso paese. Amnesty International un gruppo sui diritti umani, ha detto che è stato un "colpo devastante per le vittime delle gravi violazioni dei diritti umani commessi durante il conflitto".
Si stima che 250.000 persone siano state uccise durante la guerra civile durata dal