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Marcello: Hai mai sentito parlare di Claudio Parmiggiani? È uno tra i più celebri pittori e scultori del panorama artistico internazionale contemporaneo.
Stefano: Perché mi fai domande di questo tipo?! Sai che l’arte non mi interessa!
Marcello: Non essere prevenuto, dai! Ti ho fatto il nome di Claudio Parmiggiani, perché nel 2018 l’artista ha realizzato un altare molto discusso per la basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate. Forse ne hai sentito parlare anche tu...
Stefano: Mm… no, non so nulla al riguardo. Dammi qualche altro dettaglio. Sono tutt’orecchi!
Marcello: Allora, l’altare, realizzato in onice bianco, è costituito da una moltitudine di teste mozzate di uomini e donne, le cui caratteristiche fisiche rimandano al mondo dell’arte classica.
Stefano: Non credo di aver capito bene come si presenta questo altare…
Marcello: Immagina un altare costituito da due lastre marmoree sovrapposte, che al loro interno trattengono un centinaio di teste bianche, le cui fattezze riproducono i volti di statue di grandi scultori del passato.
Stefano: Dalla tua descrizione sembra un altare piuttosto originale ma anche un tantino macabro. Non mi stupisce che abbia suscitato delle polemiche
Marcello: Parmiggiani ha raccontato che il suo intento era quello di realizzare un’opera d’arte sacra contemporanea per la Chiesa di Gallarate, in armonia con l’imponente restauro che ha ammodernato la chiesa recentemente. Pare, però, che a molti fedeli il nuovo altare non sia piaciuto granché
Stefano: E ti pare strano, Marcello? L’arte moderna è difficile da apprezzare e poi avere un altare con delle teste mozzate in bella vista, a chi piacerebbe?
Marcello: In effetti le polemiche e le critiche non sono mancate. C’è chi ha detto che il nuovo altare della chiesa di Gallarate ricorda i campi di concentramento nazisti e le fosse comuni dei Khmer rossi. Altri lo hanno definito “satanico” , “angosciante” e di una “bruttezza agghiacciante”.
Stefano: Wow! Non si può certo dire che quest’opera abbia riscosso un grande successo…
Marcello: Direi proprio di no… L’arte contemporanea, talvolta, richiede tempo per essere compresa. Pare, però, che in questo caso l’opera del Parmeggiani disturbi fortemente i fedeli che accedono alla chiesa. A loro dire, l’opera priva l’animo della serenità necessaria alla preghiera e rischia di turbare i bambini.
Stefano: In effetti, a sentire queste parole, si ha quasi l’idea che questo nuovo altare sia stato percepito dai fedeli come un qualcosa di sacrilego. Anche se, dalla tua descrizione, non pare proprio…
Marcello: Onestamente, io non ci trovo nulla di blasfemo in questo altare. In alcune chiese italiane si trovano immagini molto più macabre.
Stefano: Davvero?
Marcello: Beh, sì. Nella Cappella dei Martiri della cattedrale di Otranto, ci sono tre grandi teche, in cui sono esposte le ossa e i teschi di centinaia di martiri cristiani. Oppure nella chiesa di San Bernardino alle Ossa, a Milano, dove intere pareti sono ricoperte di teschi e ossa provenienti da antichi cimiteri medievali.
Stefano: Non avevo idea che in Italia avessimo delle chiese con cimeli così lugubri. Alla luce di questo, sono certo che le polemiche per l’altare della chiesa di Gallarate si smorzeranno presto e che i fedeli si abitueranno a convivere con la visione delle teste mozzate del Parmeggiani.

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