Rodolfo Valentino: cento anni di leggenda del cinema
| Fabrizio: | Sai che cento anni fa, il 23 agosto 1926, moriva Rodolfo Valentino? Il mese scorso, tutti i giornali nazionali gli hanno dedicato almeno un articolo. E il motivo è semplice: è stato il primo attore italiano a conquistare una fama internazionale. Ma chi era, prima di diventare una leggenda del cinema? Lo vuoi sapere? |
| Carmen: | Certo, non sto più nella pelle! |
| Fabrizio: | Rodolfo Valentino, all'anagrafe Rodolfo Guglielmi, nacque nel 1895 a Castellaneta, in Puglia. Nel 1913, a diciotto anni, partì per gli Stati Uniti e arrivò a New York in cerca di fortuna. Dopo un periodo piuttosto movimentato, si trasferì in California, proprio mentre Hollywood stava diventando il centro del nuovo cinema americano. All'inizio ottenne solo piccoli ruoli, interpretando spesso lo straniero elegante, aristocratico o seduttore. |
| Carmen: | Quindi niente successo immediato? |
| Fabrizio: | Assolutamente no. La svolta arrivò nel 1921, quando la sceneggiatrice June Mathis insistette perché fosse scelto per I quattro cavalieri dell'Apocalisse. Nello stesso anno uscì Lo sceicco e, da quel momento, Valentino divenne famosissimo. |
| Carmen: | Sai una cosa? A me piace pensare a Rodolfo Valentino come al primo influencer della storia. |
Non stare (più) nella pelle significa essere in uno stato di euforia, provare una gioia incontenibile nell’attesa di qualcosa, attendere un evento piacevole con gioiosa impazienza.
La locuzione non stare (più) nella pelle può inoltre indicare la situazione di una persona che prova una felicità così intensa da sembrare sul punto di schizzare fuori dalla propria pelle, come se fosse incapace di contenere le proprie emozioni.
Secondo alcuni studiosi, le origini di questa locuzione risalgono al teatro comico latino. La locuzione compare inoltre in un commento scritto dal grammatico latino Pomponio Porfirione in riferimento alle Satire, una raccolta di componimenti del poeta Orazio. Nella sua opera, Orazio ricorre a questa espressione per descrivere l'entusiasmo che prova dopo aver scoperto di avere la possibilità di ricoprire delle cariche politiche di prestigio a Roma, cosa in precedenza preclusa a chi, come lui, discendeva da un liberto, ossia da uno schiavo liberato. Nelle Satire Orazio cita una nota favola dello scrittore Fedro. La favola in questione, che ha come protagonista una rana che per assomigliare a un bue si gonfia d'acqua fino a scoppiare, consentirebbe di confermare l’ipotesi che attribuisce la paternità dell’espressione a Fedro.
Una traduzione meramente letterale della locuzione non stare (più) nella pelle è: to not be in the skin (anymore). Questo insieme di parole è del tutto privo di forza espressiva nella lingua inglese e quindi una traduzione più appropriata è offerta dalle espressioni: to look forward to e to not be able to wait for something.
The Ferrari driver says the accident is a distant memory now. He has been training a lot these days and can’t wait to go back to racing with his single-seater.
I just got an invitation to participate in the final selection for the Miss Italia beauty contest. As you can see, I’m looking forward to it, and I can’t contain my joy.
My grandson was born two weeks ago, but I haven’t met him yet. I’ll go see my daughter on Friday, and I can’t wait to hug them both.
La locuzione non stare (più) nella pelle può inoltre indicare la situazione di una persona che prova una felicità così intensa da sembrare sul punto di schizzare fuori dalla propria pelle, come se fosse incapace di contenere le proprie emozioni.
Secondo alcuni studiosi, le origini di questa locuzione risalgono al teatro comico latino. La locuzione compare inoltre in un commento scritto dal grammatico latino Pomponio Porfirione in riferimento alle Satire, una raccolta di componimenti del poeta Orazio. Nella sua opera, Orazio ricorre a questa espressione per descrivere l'entusiasmo che prova dopo aver scoperto di avere la possibilità di ricoprire delle cariche politiche di prestigio a Roma, cosa in precedenza preclusa a chi, come lui, discendeva da un liberto, ossia da uno schiavo liberato. Nelle Satire Orazio cita una nota favola dello scrittore Fedro. La favola in questione, che ha come protagonista una rana che per assomigliare a un bue si gonfia d'acqua fino a scoppiare, consentirebbe di confermare l’ipotesi che attribuisce la paternità dell’espressione a Fedro.
Una traduzione meramente letterale della locuzione non stare (più) nella pelle è: to not be in the skin (anymore). Questo insieme di parole è del tutto privo di forza espressiva nella lingua inglese e quindi una traduzione più appropriata è offerta dalle espressioni: to look forward to e to not be able to wait for something.
Esempio 1:
Il pilota della Ferrari dice che l’incidente è ormai un lontano ricordo. Si sta allenando moltissimo in questi giorni e non sta nella pelle per la voglia di tornare a gareggiare con la sua monoposto.The Ferrari driver says the accident is a distant memory now. He has been training a lot these days and can’t wait to go back to racing with his single-seater.
Esempio 2:
Ho appena ricevuto un invito a partecipare alla selezione finale del concorso di bellezza Miss Italia. Come puoi notare, non sto nella pelle e non riesco a contenere la gioia.I just got an invitation to participate in the final selection for the Miss Italia beauty contest. As you can see, I’m looking forward to it, and I can’t contain my joy.
Esempio 3:
Mio nipote è nato da due settimane, ma io non l’ho ancora incontrato. Andrò a trovare mia figlia venerdì e non sto nella pelle dalla voglia di abbracciare entrambi.My grandson was born two weeks ago, but I haven’t met him yet. I’ll go see my daughter on Friday, and I can’t wait to hug them both.