Umberto Eco e l’intelligenza artificiale, storia di una strana profezia
14 October 2026
Celil Kirnapci / Shutterstock
Nei giorni scorsi una delle celebri
Bustine di Minerva di Umberto Eco ha fatto il giro del web. Si sono così riaccesi i riflettori su quella che è stata una delle rubriche culturali più amate della storia editoriale italiana. Curata
dall’acclamato semiologo e romanziere fino alla sua scomparsa nel febbraio del 2016, la rubrica ha offerto ai suoi lettori,
per oltre trent’anni, uno spazio di pensiero eclettico e brillante. In queste agili osservazioni, Eco commentava
un ampio ventaglio di argomenti. Dalle dinamiche della politica ai meandri della burocrazia. Dall’evoluzione della televisione all’impatto di Internet e della tecnologia sulla comunicazione.
Con la sua ironia surreale e raffinatissima, Eco rifletteva sulle potenzialità del linguaggio, inventando
divertenti giochi di parole, parodie e falsi saggi accademici, senza mai dimenticare, tuttavia, di sottolineare l’importanza dei libri e della memoria storica.
La Bustina
che di recente è balzata agli onori delle cronache aveva un titolo magnetico:
La macchina che avrà letto tutto. “Le macchine non penseranno come noi, ma scriveranno come noi”, annunciava una frase stampata sotto un’illustrazione raffigurante l’autore. A pubblicar