Il Signor G al cinema
15 November 2023
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Gaber sarebbe morto due anni dopo, nel 2003, lasciando un vuoto incolmabile. Frase che suona banale, ma che in questo caso è di una verità cristallina. Perché Gaber è stato un personaggio unico, inimitabile, nel panorama musicale italiano.
Per ricordarlo, è uscito nelle sale, a inizio novembre, Io, Noi e Gaber, un documentario, firmato dal regista e sceneggiatore romano Riccardo Milani, che ripercorre la carriera dell’artista a venti anni dalla sua morte.
Cresciuto musicalmente nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, Gaber aveva fatto esperienza suonando nei bar e nei locali. Nell'Italia del boom economico e della “Dolce vita”, la sua sensibilità artistica era rivolta soprattutto alle periferie, a ciò che stava ai margini della ricca città e della ricerca del benessere. La sua è stata l’età dell’oro della musica italiana. Nomi come Luigi Tenco, Fabrizio De André e Gino Paoli sono infatti di quel periodo, così come la voce femminile per eccellenza, Mina.
Milano, a quell’epoca, è la città anche d