Il Carnevale di Venezia, tra autenticità e turismo
8 February 2023
Axe84 / Shutterstock
Cento gondole
incedono lente e
ordinate lungo il Canal Grande. Sull’acqua calma e
scura della laguna si riflettono
i vogatori. 800 figurine
a testa in giù, oscillano sulle
barche al
ritmo dei
loro remi,
irriconoscibili nei costumi
settecenteschi,
il volto coperto da
maschere variopinte,
piene di piume e
brillantini. A
guidare questa processione di
imbarcazioni uniche al mondo, una
pantegana di
cartapesta, un grosso
topo grigio che rappresenta lo spirito popolare e
giocoso dell’evento che si celebra:
chi mai organizzerebbe una processione solenne in onore di
un ratto?
Eppure, l'idea della festa è proprio questa: sospendere le regole,
capovolgere la logica
corrente. E allora sì…
un topo merita un omaggio in grande stile!
Siamo a Venezia,
ovviamente: solo qui prendono vita scene così
magiche e
sospese nel tempo da
sembrare parte di
una sceneggiatura.
La parata di cui vi ho parlato, però, non è un film.
Si è tenuta davvero il 4 febbraio, per aprire il Carnevale. Una tradizione che è
la quintessenza di questa città che “sta sull’acqua e
muore piano piano”, come cantava Francesco De Gregori. Una città
antica,
eppure fragile,
effimera, dove più che
altrove il futuro è
incerto. E allora,
non