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La moda di Pierpaolo Piccioli, il potere delle emozioni

6 May 2020
La moda di Pierpaolo Piccioli, il potere delle emozioni
lev radin / Shutterstock.com
A Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, piace raccontare storie. Una passione nata dall’amore per i libri — romanzi, biografie di grandi pittori — e cresciuta, poi, osservando il lavoro dei fotografi che si sono dedicati a ritrarre le creazioni dell’alta moda. Carlo Mollino, Cecil Beaton, Irving Penn, Avedon e il suo eroe, David Bailey, il fotografo di moda londinese che ispirò il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni. Il suo preferito? Edward Steichen, fotografo, pittore e curatore. Ed è proprio osservando il lavoro di queste grandi firme della fotografia che Piccioli si è avvicinato alla moda, cogliendone il grande potere espressivo.

Ma Piccioli è, prima di tutto, un esteta. “La moda riflette una specifica atmosfera, un momento nel tempo. La bellezza, invece, è qualcosa di eterno. Le mie collezioni partono da un’idea di bellezza, da un sogno”, diceva lo stilista romano nel 2017, nel corso di un’intervista realizzata dalla regista Lisa Immordino Vreeland per il sito Made To Measure.

Un concetto astratto, la bellezza. Elastico, relativo, personalissimo. Per Pierpaolo Piccioli, la bellezza ha a che fare con la grazia interiore. Con l’individualità e l’auten

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