Una rete di interessi alla base dello sviluppo edilizio turco
15 February 2023
L’hanno chiamata Aya, una parola che in arabo significa “miracolo”.
Quando l’hanno estratta dalle macerie, nella città di Jindires,
a pochi chilometri dal confine con la Turchia, era ancora attaccata al cordone ombelicale della madre,
morta, insieme al resto della famiglia, nel
terremoto. Quel terremoto — due devastanti scosse — che lo scorso 6 febbraio ha colpito la Turchia sud-occidentale e la zona di Aleppo, in Siria. Disidratata, stremata dal freddo, il
battito cardiaco debole, ma
viva. Un miracolo,
appunto. Ora molti la vogliono adottare, ed è partita una vera e propria gara di solidarietà.
Quella di Aya è una storia (relativamente) a lieto fine in un mare di rovine e
dolore.
Col passare dei giorni, le vittime non fanno che aumentare, e i danni al patrimonio immobiliare sono incalcolabili.
In Siria, la
ferita del terremoto si aggiunge alla tragedia della
guerra. In Turchia, il dolore