La cultura dell’Ucraina in pericolo
23 March 2022
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Nel novembre del 1936, circa 2000 opere d’arte appartenenti alla collezione del Museo del Prado,
minacciate dalle bombe della guerra civile spagnola, iniziarono un viaggio segreto a bordo di una lunga colonna di
camion. Protette da
casse e imballaggi, le opere,
per lo più dipinti, erano dirette a Valencia, una meta, all’epoca, più sicura. Ad accompagnare quel tesoro, c’era Manuel Arpe y Retamino,
restauratore del prestigioso museo madrileno. Da Valencia, i gioielli del Prado vennero poi trasferiti in Catalogna, e da lì, in seguito, nella sede della Società delle Nazioni, a Ginevra, dove — come scrisse Arpe y Retamino nel suo diario —
vennero accolti da “
una folla di giornalisti e fotografi”.
Quell’impresa eroica e
lungimirante avrebbe fatto testo, divenendo un modello per la museologia globale. Un esempio seguito,
durante la seconda guerra mondiale, da un’infinità di musei europei, dal Lo