Abiy Ahmed, un anno dopo il Nobel per la pace
2 December 2020
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Un premio più che meritato, quello di Ahmed, almeno in teoria. Attivista, in gioventù, nella lotta contro il regime dittatoriale del Derg, un dottorato in ricerca sulla pace e sui conflitti ottenuto presso l’Università di Addis Abeba e un passato da ministro, il giovane capo del governo appariva come il volto nuovo della politica etiope.
Membro del progressista Partito Democratico Oromo e diventato premier nell’aprile del 2018, Ahmed aveva dato impulso a una stagione di grandi riforme. Parità di genere nell’esecutivo, una donna alla presidenza del paese, liberazione di numerosi prigionieri politici e parziale privatizzazione di una serie di imprese statali, nel nome dell’efficienza amministrativa.
Essendo inoltre figlio di un musulmano di etnia oromo e di una cristiana amhara, Ahmed sembrava incarnare, nella sua stessa persona, una promessa per un futuro prospero e armonioso in un paese complesso come