Il nobile sacrificio di Giacomo Matteotti
5 June 2024
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Nel 1924, l’Italia era una monarchia costituzionale, con un re, un parlamento, e un presidente del consiglio dei ministri: Benito Mussolini. Formalmente, il paese era ancora una democrazia. Ma una democrazia sull’orlo del baratro.
Il Parlamento del regno, istituito nel 1861, al momento della configurazione dell’Italia come entità politica unitaria, era formato da due assemblee: il Senato, a nomina regia, e la Camera dei deputati, eletta periodicamente dai sudditi aventi diritto di voto. Il socialista Giacomo Matteotti, forte oppositore dell’incipiente regime fascista, era stato eletto deputato alla Camera tre volte. L’ultima, il 6 aprile 1924.
Il 30 maggio di quell’anno — davanti a Benito Mussolini, che ascolta muto e immobile le sue parole —, Matteotti pronuncia alla Camera un discorso coraggioso e appassionato. Denuncia il clima di illegalità