Meta contro CasaPound
4 January 2023
Frederic Legrand - COMEO / Shutterstock
Mary de Rachewiltz, figlia del poeta, nel 2011, intraprese un’azione legale per impedire al movimento di usare il nome del padre. Tuttavia, alcuni anni dopo, il tribunale diede ragione a CasaPound, che ha mantenuto il nome.
Ora una nuova sentenza che riguarda CasaPound è tornata a far discutere. Stavolta non c’entrano però poeti, né i loro eredi, bensì Meta, il colosso della Silicon Valley proprietario di Facebook e Instagram.
La storia inizia nel 2019, quando Facebook decide di rimuovere la pagina ufficiale di CasaPound, così come vari profili di dirigenti del movimento. Tra i motivi, il ricorso a immagini e slogan collegati al fascismo, e l’incitamento all’odio.
CasaPound si rivolge subito alla giustizia italiana, invocando la libertà di espressione e protestando contro quello che definisce un caso di “censura”. Sui