Luigi Di Maio, ovvero il potere dell’errore
29 November 2017
31 anni, un diploma al liceo classico, un corso di laurea in giurisprudenza iniziato e mai completato e dieci anni di militanza politica alle spalle. Luigi Di Maio, il più giovane vicepresidente della Camera dei deputati nella storia della Repubblica italiana, lo scorso settembre ha vinto le primarie del suo partito, il Movimento 5 Stelle (M5S), diventando così il candidato premier alle elezioni politiche del 2018.Ma Di Maio è famoso in Italia anche per le sue gaffe linguistiche e i suoi (numerosi) passi falsi in campo storico-culturale. In una lunga sequenza di interviste televisive ed esternazioni social, negli anni, Di Maio ci ha regalato un’ampia collezione di errori nell’uso del congiuntivo, abbinata ad un’interpretazione quanto mai ‘elastica’ del lessico e della consecutio temporum. Per non parlare poi degli scivoloni di tipo storico, come quello che l’ha visto trasferire mentalmente il dittatore Augusto Pinochet dal Cile al Venezuela, confondendolo probabilmente con Hugo Chávez.
L’ultimo di questi errori si è materializzato in prima serata su Rai 1, il primo canale della TV pubblica italiana, nel corso della trasmissione televisiva Che tempo che fa, e risale a domenica 12 no