Argentina, la lenta morte dell’ultimo desaparecido
25 October 2017
¿Dónde está Santiago Maldonado? Per 78 giorni, dallo scorso primo agosto, queste parole hanno dominato l’attenzione pubblica argentina. Nelle strade, nelle piazze, sulle reti sociali. La mattina di martedì 17 ottobre, quella domanda, finalmente, ha avuto una risposta. Quella che tutti temevano, e che nessuno avrebbe mai voluto sentire.Il 17 ottobre, finalmente, il mistero si è sciolto. Il corpo di Santiago, l’ultimo desaparecido della storia argentina, era lì, sulle rive del fiume Chubut, impigliato tra i rami di un salice, non lontano dal luogo in cui alcuni testimoni l’avevano visto per l’ultima volta.
Non possiamo dire che Santiago fosse un attivista politico nel senso formale del termine. Sognatore e pacifista, come lo ricordano i suoi amici, Santiago si guadagnava da vivere facendo tatuaggi. Amava viaggiare e appoggiava le cause sociali che lo appassionavano. Partecipava sempre in prima persona, attivamente, ma senza bandiere e senza proclami. Prima di arrivare in Patagonia, aveva passato del tempo sull’isola cilena di Chiloé, dove si era unito a una protesta di pescatori locali. La tappa successiva per lui erano state le comunità mapuche della Patagonia, da tempo impegnate in