Per i diciottenni italiani fare la patente non è più un sogno
5 July 2017
Il mio amico Daniele lavora da vent’anni come istruttore di guida in un’autoscuola milanese. Da questo osservatorio privilegiato ha visto sfilare centinaia di aspiranti guidatori. Il suo, è un occhio allenato. Sa leggere le mode e le nuove tendenze sociali. E ha imparato a riconoscere i cambiamenti di rotta nelle abitudini di consumo dei più giovani. “Quando ho iniziato a lavorare in questo settore, verso la metà degli anni novanta”, racconta Daniele, “la maggior parte dei miei clienti aveva 18 o 19 anni. All’epoca, i ragazzi non vedevano l’ora di imparare a guidare. Per loro l’automobile era un simbolo di libertà. Un rito di passaggio. L’inizio di una grande avventura. Oggi, invece, la patente è vissuta come un peso, una seccatura da rimandare quanto più possibile nel futuro”.
A confermare, nero su bianco, le parole di chi, come Daniele, lavora sul campo, ci sono i numeri. A livello nazionale, infatti, le patenti di guida conseguite nel 2016 dai giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 19 anni sono state 287.551. Un numero che segna un calo dell’8,4% rispetto, ad esempio, al 2012, quando le nuove patenti erano state 314.070.
Un calo che solo in parte dipende da un fattore