Dalle mostre d’arte al Muay Thai, lo strano caso del Salone degli Incanti di Trieste
7 December 2016
Quando venne inaugurata nella sua nuova veste di Centro espositivo d’Arte moderna e contemporanea, nell’ormai lontano 2006, l’ex Pescheria centrale di Trieste, ribattezzata “Salone degli Incanti”, aveva un futuro roseo davanti a sé. E, in effetti, così è stato. Almeno per un po’. Mostre fotografiche, fiere antiquarie di livello internazionale e — fiore all’occhiello — un’imponente monografica dedicata alla Pop Art di Andy Warhol. Per anni, questo edificio di stile eclettico che, nella forma, ricorda una basilica, ha ospitato progetti ambiziosi. Eventi di spicco che avrebbero fatto gola a qualunque curatore.Ma, ultimamente, il meccanismo sembrava essersi inceppato. L’esposizione “1914-18: Due fronti, Una città. Storie triestine” aveva deluso le aspettative degli organizzatori. Costata all’amministrazione comunale 370.000 euro, la mostra — una rassegna fotografica dedicata alla Trieste della prima guerra mondiale — aveva monopolizzato lo spazio espositivo per ben 6 mesi, dal 19 dicembre 2015 al 19 giugno di quest’anno, chiudendo in perdita, con la magra cifra di 11.400 visitatori.
Un bel problema per la giunta del nuovo sindaco, Roberto Dipiazza, entrato in carica il 20 giugno