Il mito di Narciso, dall’antica Pompei alla civiltà del selfie
27 February 2019
Bellissimo e vacuo, si innamorò perdutamente della sua immagine, riflessa nell’acqua di una fonte. Una passione sterile e astratta, che lo consumò fino alla morte, trasformandolo poi in un fiore dal profumo dolcissimo. Cantato dal poeta romano Ovidio nelle Metamorfosi, dipinto da Caravaggio e Salvador Dalí, ha dato il suo nome persino a un disturbo della personalità. Vi parlo di uno dei più noti personaggi della mitologia greca, lo splendido Narciso.Ma, ben prima di Caravaggio e Dalí, Narciso era un soggetto molto amato anche dagli artisti che affrescavano le ville di Pompei, l’antica colonia romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 dopo Cristo.
Un’ulteriore conferma arriva da un nuovo progetto archeologico, un’affascinante serie di scavi che lo scorso autunno aveva riportato alla luce un affresco raffigurante un altro famoso mito dell’antichità: Leda e il cigno. A quell’immagine emotiva ed esteticamente perfetta, si aggiunge ora un meraviglioso affresco dedicato, appunto, alla storia di Narciso.
La notizia è stata comunicata ufficialmente dai responsabili degli scavi, e ripresa dai giornali di tutto il mondo. Lo scorso 14 febbraio, il quotidiano La Repubblica pubblicava