Colombia, un referendum anticorruzione rivela un nuovo scenario politico
29 August 2018
Non è stato raggiunto il quorum, questo è vero, ma la grande partecipazione popolare che si è registrata rappresenta un mandato politico, un messaggio forte. E non solo per i membri del Congresso, ma anche per i partiti politici e per il presidente Duque. È il pomeriggio di lunedì 27 agosto e la giornalista e politologa colombiana María Jimena Duzán commenta con Cristina Castro, direttrice della rivista Semana, l’esito del referendum anticorruzione celebrato in Colombia il giorno prima. Siamo in diretta Facebook, e sono molti, migliaia, gli utenti connessi. Duzán appare ottimista e rilassata —entusiasta, quasi— nel rispondere alle domande del pubblico. Dice di avere fiducia nel futuro, nella capacità di evolvere del sistema politico colombiano. L’alta affluenza elettorale, secondo lei, è una prova del fatto che la Colombia, oggi, è un paese più consapevole, politicamente più maturo. Un paese dove sta emergendo lo spazio per una vera democrazia dei cittadini.
Io mi auguro che abbia ragione. E, in effetti, qualche motivo di ottimismo c’è. Basti pensare che, circa due anni fa, nell’ottobre del 2016, aveva vinto il “no” in un referendum che chiedeva agli elettori di approvare, o bocciar