I cittadini di Casteldaccia divisi sul caso della vigilessa figlia del boss mafioso
5 September 2018
A Casteldaccia, piccolo Comune alle porte di Palermo, in Sicilia, non c’è festa più sentita di quella che si svolge alla fine di agosto in onore di San Giuseppe. Per l’occasione al paese tornano tutti, persino gli emigrati siciliani che ora vivono altrove. Domenica 19, durante la solenne processione della statua del santo per le vie del centro, tra la moltitudine di partecipanti non è passata inosservata la presenza di Alessandra Virruso con indosso la divisa della polizia municipale.
La donna è conosciuta in paese per essere la figlia di un noto mafioso affiliato ai Corleonesi, clan che ha dominato la scena criminale siciliana dagli anni Settanta, fino all’arresto, nel 2006, del boss Bernardo Provenzano.
Giuseppe Virruso, padre di Alessandra, era uno dei capimafia locali incaricati di gestire il passaggio dei cosiddetti “pizzini”, i bigliettini di carta che Provenzano usava per comunicare con familiari e altri mafiosi nel periodo della sua latitanza.
La Virruso, però, non è solo la figlia di un boss, è stata anche la moglie di Antonino Spadaro, storico capo mafioso del quartiere palermitano della Kalsa, ora all’ergastolo.
Nonostante i suoi stretti rapporti con la mafia, Alessandra