G20, i leader mondiali discutono un piano contro lo Stato Islamico
I leader delle principali economie mondiali si sono riuniti, nelle giornate di domenica e lunedì, per partecipare al vertice del Gruppo dei 20, che si è svolto nella città mediterranea di Antalya, in Turchia, a soli 500 km dalla Siria. Al centro dell’incontro, gli attentati dello scorso venerdì a Parigi, in seguito ai quali è apparso evidente che lo Stato Islamico rappresenta ormai una minaccia ben oltre i confini dell’Iraq e della Siria.
In una dichiarazione congiunta che ha segnato un notevole scarto rispetto ai temi economici che abitualmente dominano il forum, i leader del G20 si sono impegnati a una maggiore cooperazione internazionale. Tra le decisioni prese nel corso dell’incontro, quella di intensificare la sicurezza aerea e i controlli alle frontiere, nonché la condivisione di materiale di intelligence. Secondo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’invio di truppe di terra per combattere l’ISIS sarebbe un errore. Obama, tuttavia, ha detto che la coalizione guidata dagli Stati Uniti sta accelerando i propri sforzi per trovare nuovi partner nella lotta sul territorio.
La guerra in Siria ha dato luogo al più imponente flusso migratorio che abbia attraversato l’Europa