Proteste in Nigeria per il rapimento di 230 studentesse
Il 16 aprile scorso, alcuni uomini armati appartenenti al gruppo terroristico Boko Haram hanno sequestrato 234 ragazze mentre si trovavano nel dormitorio di una scuola nella città di Chibok, nella Nigeria nord-orientale. Nelle due settimane successive al sequestro, nonostante le continue ricerche dei genitori anche in aree remote della foresta, non è emersa alcuna traccia delle studentesse. Le autorità locali pensano che le ragazze prese in ostaggio possano essere state vendute come mogli all'estero o costrette a sposare i miliziani.
Il governo nigeriano è stato criticato per l'inadeguatezza delle operazioni di ricerca e soccorso. Indignati, i familiari delle studentesse scomparse hanno organizzato una protesta davanti al Parlamento nigeriano martedì scorso, chiedendo un coinvolgimento maggiore da parte del governo. Migliaia di persone hanno manifestato ieri nella capitale federale Abuja invocando la liberazione delle studentesse in quella che è stata definita "la marcia del milione di donne”.
Il gruppo islamista Boko Haram si basa su un’ideologia contraria all’istruzione di tipo occidentale. L'organizzazione è stata fondata nel 2001 da un uomo di nome Muhammad Yusuf, il qual