Vent’anni dopo, il Ruanda ricorda il genocidio
Una settimana di lutto ufficiale è in corso in Ruanda per ricordare il ventesimo anniversario del terribile genocidio che ebbe luogo nel paese nel 1994. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile “Giornata della Memoria per le Vittime del genocidio ruandese”. Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, ha acceso una fiaccola che brucerà per 100 giorni, ossia il periodo di tempo durante il quale si è protratto il genocidio.
Una folla di 30.000 persone si è raccolta lunedì scorso nello stadio Amahoro di Kigali, la capitale ruandese. Dopo un minuto di silenzio, osservato a mezzogiorno, la Giornata della Memoria si è aperta con la testimonianza di un sopravvissuto. Un gruppo di attori ha poi rievocato gli eventi del genocidio, mettendo in scena anche l’arrivo dei colonialisti belgi, all’inizio del XX secolo. La manifestazione di lunedì ha avuto per lo più un carattere educativo, dato che oltre la metà della popolazione del paese è nata dopo la conclusione del genocidio.
ll genocidio ruandese è stato un massacro di Tutsi e Hutu moderati, messo in atto dai membri della maggioranza etnica hutu. Durante un periodo di approssimativamente 100 giorni, circa 800.000 ruandesi, ben il 20% d