I migranti mettono sotto pressione le risorse della Spagna e mettono alla prova la sua politica migratoria
Alla fine di luglio, un improvviso afflusso di oltre 50.000 migranti provenienti dal Marocco ha travolto l'enclave spagnola di Ceuta. Ciò ha trasformato un afflusso, fino ad allora relativamente costante, in una vera e propria emergenza. I migranti, allertati dai social media in merito a una sentenza della Corte Suprema Spagnola, chiaramente fraintesa, che alleggeriva le norme per gli arrivi via mare, si sono precipitati per raggiungere il suolo spagnolo a nuoto.
Il governo spagnolo ha reagito inizialmente con lentezza, ma in seguito ha inviato l'esercito e ha rimpatriato in Marocco 48.300 persone. L’incidente ha incrinato i rapporti con il Marocco, la cui cooperazione in materia di migrazione è fondamentale. Tuttavia, in passato il governo marocchino ha già utilizzato il controllo delle frontiere come strumento di pressione politica.
I Paesi europei vicini hanno reagito con preoccupazione. Hanno messo in dubbio la capacità della Spagna di controllare l'immigrazione e criticato le politiche favorevoli all'immigrazione del primo ministro Sánchez, soprattutto alla luce della recente sanatoria concessa ai migranti irregolari. Italia e Francia sono arrivate al punto di inasprire i contro
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