L'Ungheria annuncia il ritiro dalla Corte penale internazionale
L’Ungheria ha annunciato il suo ritiro dalla Corte Penale Internazionale (CPI), in coincidenza con la visita di Stato del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Budapest. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha definito la CPI un “tribunale politico” e ha dichiarato che il mandato d’arresto contro Netanyahu ne dimostra la parzialità.
Con questa decisione, l’Ungheria diventa il primo paese dell’Unione Europea a ritirarsi dalla CPI, che conta 125 stati membri. Sebbene questa mossa possa avere implicazioni politiche, non ha effetto sui procedimenti in corso. Tuttavia, i recenti sviluppi sollevano interrogativi importanti sul futuro della giustizia internazionale.
Attualmente, l’ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte si trova all’Aia ed è chiamato a rispondere di gravi crimini contro l’umanità che hanno causato oltre 6.000 morti. La CPI ha, inoltre, emesso un mandato di arresto contro il Presidente russo Vladimir Putin. Tuttavia, a differenza di Duterte, la possibilità di arrestare Putin è molto bassa, data la sua solida presa sul potere in Russia.