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Le stazioni di polizia cinese non autorizzate preoccupano l’Italia

22 December 2022
Le stazioni di polizia cinese non autorizzate preoccupano l’Italia
Paolo Bona / Shutterstock

Alessandro: Una notizia che ha attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, è quella che riguarda la presenza, in Italia, di numerose stazioni di polizia non ufficiali del governo cinese. Parliamo di strutture che dichiarano di essere centri di supporto e tutela per gli espatriati e i turisti cinesi, ovvero degli uffici e sportelli che forniscono ai connazionali assistenza per il rinnovo dei documenti o per gestire varie pratiche burocratiche. In realtà, la loro attività principale sarebbe tutt’altra. Secondo un’indagine condotta dall’organizzazione non profit Safeguard Defender, con sede a Madrid, in Spagna, queste strutture operano segretamente per conto del governo di Pechino nell’ambito della ricerca e repressione dei connazionali considerati scomodi per il regime.
Carmen: Non solo! Ho letto che tra le varie attività, ci sarebbe anche quella di rimpatriare i dissidenti fuggiti all’estero, evitando le vie ufficiali e ricorrendo a metodi coercitivi.
Alessandro: Safeguard Defender, che si occupa del tema del rispetto dei diritti umani nei Paesi asiatici, già a settembre aveva messo in luce l’esistenza di una cinquantina di stazioni di polizia cinesi non ufficiali tra Europa, Nord America e Africa. Nelle scorse settimane, l’ONG spagnola ha pubblicato un report dal titolo “Patrol & Persuade”. In questo documento si afferma che il numero di stazioni di polizia sarebbe in realtà superiore a 100 e che l’Italia ne ospiterebbe ben 11, più di qualsiasi altro Paese nel mondo.

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