| Chiara: | Lo scorso 7 settembre, molti quotidiani hanno parlato dell’ordinanza, varata dall’amministrazione di centrodestra del comune di Vicenza, per la riqualificazione del centro storico e delle zone limitrofe. Il nuovo regolamento comunale, oltre a vietare la vendita di carne non italiana nel cuore della città, ha messo al bando anche altri fast food, phone center, lavanderie a gettone e negozi compro oro. “Così il nostro centro storico verrà valorizzato”, ha dichiarato il sindaco di centro-destra, Francesco Rucco. Secondo il Primo cittadino, infatti, il centro storico di Vicenza, città d'arte e sito Unesco dal 1994, deve privilegiare l’insediamento e lo sviluppo di esercizi pubblici in armonia con le meraviglie storiche e architettoniche della città. Come puoi immaginare, la decisione è stata molto criticata… |
| Chiara: | La lista è lunga, Romina. Per quanto riguarda il settore alimentare, sono stati messi al bando i kebab, i fast food, le macellerie non italiane, i minimarket gestiti da asiatici, i ristoranti affiliati a grandi catene che non fanno parte della tradizione alimentare locale, e le attività specializzate nella vendita di pasti industriali precotti. |