Secondo un nuovo studio, un anno canino non equivale a sette anni umani
In uno studio, pubblicato lo scorso 2 giugno sulla rivista Cell System, si sostiene che i cani giovani potrebbero in realtà essere più “anziani”, di quanto pensato sinora. Secondo i curatori dello studio, infatti, un cucciolo di un anno è simile a una persona di 30. Finora, la teoria più accreditata e diffusa sosteneva che un anno canino corrispondeva a sette anni umani.
I ricercatori hanno analizzato le modifiche epigenetiche del DNA, alterazioni che non ne cambiano la sequenza, ma ne regolano l’espressione dei geni. Si sono concentrati in particolare sulle metilazioni, che si accumulano in particolari aree del genoma umano con il procedere dell’invecchiamento, confrontandole con quelle del genoma dei cani. I test effettuati mostrano che i cani, nel loro primo anno di vita, sono soggetti a un accumulo più veloce di gruppi metilici nel loro genoma rispetto agli umani, suggerendo un invecchiamento più veloce. Con il passare del tempo, però, l’invecchiamento dei cani rallenta, mentre quello degli uomini accelera. Secondo lo studio, quindi, un cane di un anno sarebbe simile a una persona di 30, uno di 4 anni a una persona di 54 e uno di 14 anni a una persona di circa 75.
I risultati