Primi arresti a Hong Kong per la nuova legge “anti proteste”
Mercoledì, migliaia di persone si sono riunite a Hong Kong per l’annuale manifestazione in favore della democrazia, nonostante il divieto di assembramenti con più 50 persone a causa della pandemia di coronavirus. Per disperdere i dimostranti, la polizia ha usato cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e spray urticanti. Più di 180 persone sono state fermate, sette delle quali arrestate proprio per violazione della nuova normativa, approvata martedì.
La legge, sviluppata in segreto e approvata martedì senza alcun serio contributo pubblico, consente al governo cinese di istituire un imponente apparato di sicurezza a Hong Kong, che garantisce a Pechino ampi poteri, per reprimere numerosi crimini politici, con pene importanti come l’ergastolo per reati, giudicati gravi a loro discrezione. Nel 1997 il Regno Unito ha restituito la sovranità di Hong Kong alla Cina, siglando l’accordo “un paese, due sistemi”, che avrebbe dovuto garantire un certo livello di autonomia a Hong Kong per 50 anni.
La legge per la sicurezza nazionale, che include 66 articoli, mira molto chiaramente a scoraggiare le proteste contro il governo, minacciando di colpire con pene severe le tattiche usate di solito dai dimos