Le università britanniche rischiano multe se non difenderanno la libertà di parola
Martedì scorso, il ministro britannico per l'istruzione superiore Jo Johnson ha dichiarato che le università potrebbero rischiare multe o sospensioni qualora soffocassero la libertà di parola. Riferendosi ai gruppi universitari che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna hanno messo al bando o tentato di mettere al bando relatori controversi, Johnson ha detto che le università “devono essere luoghi che aprono le menti, anziché chiuderle.”
Nel suo intervento a Birmingham, Johnson ha sostenuto che pratiche come vietare l'ingresso a relatori le cui idee sono considerate offensive e creare liste di “parole sensibili” da non usare “minano il principio della libertà di parola nelle nostre università”. Gli studenti, ha aggiunto, “devono avere l'elasticità e la sicurezza necessarie a sfidare le idee controverse e prendere parte a discussioni libere, franche e rigorose.” A suo dire, il nuovo Ufficio per gli studenti che verrà istituito il prossimo aprile potrebbe multare o sospendere gli istituti che non proteggono la libertà di parola nei loro campus.
Una confederazione nazionale di associazioni studentesche ha criticato le dichiarazioni di Johnson, affermando che i pochi gruppi banditi dagli