Se una fotografia diventa un’arma politica
30 August 2023
Consolidated News Photos / Shutterstock
Non indossa la divisa il detenuto P01135809. Sfoggia gli abiti di sempre: camicia bianca, abito blu, cravatta rosso vivo. I colori
della bandiera, della patria. La sua chioma color platino brilla, illuminata
dall’alto da un’intensa luce artificiale.
I suoi occhi celesti ci fissano torvi,
stralunati. Non c’è dubbio:
quello sguardo truce promette vendetta, una nuova battaglia. “Questa è una parodia della giustizia!”, dirà poi, uscendo dal carcere, indignato. Chiaro come il sole, il messaggio implicito: sono una vittima del sistema, e, in quanto tale, rappresento la gente, l’America genuina, contro l’establishment di Washington —snob, corrotto e
assetato di potere—.
In poche ore, la
foto segnaletica scattata giovedì 24 agosto a Donald Trump nel carcere della contea di Fulton, in Georgia, è diventata virale, onnipresente e inevitabile, collezionando milioni di visualizzazioni. Commenti, anali