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I primi dieci anni di Bosco Verticale

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I primi dieci anni di Bosco Verticale
Mate Karoly / Shutterstock
Stefano Boeri, l’architetto milanese che ha inventato “Bosco Verticale”, fa risalire l’idea alla base del progetto a un viaggio a Dubai. Lì, nella ricca e avveniristica capitale dell’omonimo emirato, Boeri si trovò ad assistere alla costruzione di un grattacielo. L’edificio, realizzato prevalentemente in vetro e acciaio, era estremamente inefficiente dal punto di vista energetico: rifletteva la luce, o la lasciava penetrare senza alcun filtro, generando un microclima interno particolarmente caldo. Tutto il contrario, pensò allora Boeri, sarebbe accaduto in un edificio coperto da una rigogliosa vegetazione. Una presenza che consente di schermare i raggi del sole, evitando il surriscaldamento e quindi lo spreco di energia.

Io credo che Boeri, forse inconsciamente, sia stato ispirato pure dai palazzi dei quartieri d’epoca medievale di alcune città europee, come quelli che popolano le vie del

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