I paradossali dati sul lavoro dell’Italia
5 February 2025
Eugenio Marongiu / Shutterstock
Prendiamo per esempio il mondo del lavoro. A gennaio, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche ha rilasciato un rapporto, relativo al 2024, che fotografa bene la situazione nel Paese.
L’anno appena trascorso ha visto un vero e proprio boom dell’occupazione, con oltre 24 milioni di lavoratori. Non ci sono mai state così tante persone impiegate, e questo è confermato dal tasso di disoccupazione ai minimi storici: a novembre era del 5,7%.
Insomma, ci sarebbe da festeggiare. Invece, basta guardare anche solo il titolo del rapporto per notare che non c’è molto spazio per ottimismo e celebrazioni: “Lavoro e formazione: necessario un cambio di paradigma”.
Il motivo è semplice: a questi dati bisogna affiancare la disoccupazione giovanile, quasi al 20%, e gli inattivi, che sono circa un terzo della popolazione in età da lavoro. Si tratta, in quest'ultimo caso, di persone che non sono occupate, né stanno attivamente cercando un lavoro, e che quindi non rientrano nei calcoli sulla percentuale di disoccupati. Così l'Italia, oltre ai dati positivi che a