Supermercati e lavoro informale
23 February 2022
Jeppe Gustafsson / Shutterstock
La sua storia l’hanno raccontata molti
giornali,
in questi giorni. Leonard
ha ventisei anni, ed è arrivato in Italia viaggiando
su una barca carica di migranti, come lui.
Qualche anno fa,
ha lasciato il suo paese, la Nigeria, e ha cominciato un lungo percorso verso nord. Verso la Libia, punto di partenza di
tante traversate. Lui, in realtà,
si ritiene fortunato, perché,
a differenza di tanti altri, ce l’ha fatta.
L’imbarcazione su cui viaggiava è stata soccorsa, e lui è sbarcato a Trapani, in Sicilia. Era il 6 dicembre del 2016, un martedì. Leonard ricorda bene quel viaggio.
L’angoscia delle
ore passate tra le onde del Mediterraneo. Il limbo dei centri per migranti di Milano e Bergamo.
Due anni fa, Leonard arriva a Roma, e la voglia di costruirsi una nuova vita lo spinge a inventarsi un lavoro, davanti all’ingresso di un supermercato.
Una strada scelta da molti migranti. Lui
sceglie la Coop di via Laurentina, nella periferia romana.
Ogni mattina,
dopo un tragitto in autobus, Leonard si sistema davanti al supermercato,
per dare inizio alla sua giornata lavorativa. Aiuta
qualche cliente a caricare in macchina
i sacchetti della spesa e riporta al piano terra
i carrelli che gli acquiren